Rito Giuseppe (Dinami (VV), 1907 - 1963)

 


Uno dei più importanti scultori calabresi, morì giovane per un male incurabile; per molti anni visse a Catanzaro, ove ebbe studio. Espose con mostre in Italia (Roma, Galleria “delle Carrozze”; e in altre città) e all’estero (Parigi, mostre a Saint - Germain - de - Prés e a Montparnasse) e fu invitato a varie rassegne (1953, Roma, Palazzo delle Esposizioni, L’arte nella vita del mezzogiorno d’Italia; 1962, Roma, Palazzo Venezia, Esposizione del Concilio). Nel 1956 prese parte alla Biennale di Venezia, con due sculture. A Catanzaro: L’Assunta, sulla torre campanaria del Duomo; la Fontana monumentale de “Il Cavatore”, scultura in bronzo che celebra il lavoro umano; “Giustizia e Libertà”, nell’atrio di Palazzo di Giustizia; a Cosenza, piazza XXV luglio, un busto in bronzo del poeta Michele De Marco, detto Ciardullo; a Guardia Piemontese Terme, nella Piazzetta, una fontana, in bronzo. Secondo Leonida Repaci (Calabria grande e amara, Nuova Accademia, 1964) “tra gli scultori dei nostri giorni G. Rito mi pare il più originale e commovente nel suo trepidante tentativo di rendere l’assoluto poetico nella favola creativa, di portare la scultura a un rigore stilistico, a una purezza di espressione veramente eccezionali”. Altro grande scrittore che presentò l’artista in catalogo di una mostra fu Corrado Alvaro. Si interessarono molto al suo lavoro Giuseppe Selvaggi e Paolo Apostoliti.

 


Enzo Le Pera