Enotrio Pugliese (Buenos Aires 1920 – Pizzo ( VV ), 1989)


 


Nato in Argentina, a Buenos Aires, da genitori calabresi emigrati all’inizio del secolo scorso, Enotrio è stato il pittore “calabrese” che più e meglio di ogni altro artista ha dipinto la nostra regione. La Calabria era da lui conosciuta palmo a palmo, e innumerevoli sono i paesini della nostra costa dal Tirreno allo Jonio da lui dipinti, arroccati sulla collina, il mare sullo sfondo, il cielo azzurro: il blu era il colore di Enotrio. Così ebbe a scrivere su di lui il poeta Franco Costabile: “Anche quando appare più appassionato per certi accadimenti di avanguardia Enotrio mantiene costante la sua disciplina e il suo riserbo per una chiara fedeltà alla Calabria, che è la sua profonda sorgente”. Nel 1926 ritornò in paese, a San Costantino Calabro, e vi rimase fino al 1939, quando, conseguita la maturità classica, si iscrisse alla facoltà di chimica con conseguente trasferimento a Roma, città nella quale trascorse la gran parte della sua esistenza. La sua prima mostra avvenne nel 1946, nella Galleria “Del Cortile”, con una serie di disegni acquerellati sulle Fosse Ardeatine. A quella ne seguirono tantissime, in tutta Italia e nelle più importanti gallerie, fino all’antologica nella Sala Borromini, di piazza della Chiesa Nuova a Roma, 1995, col patrocinio delle Regioni Lazio e Calabria e dei comuni di Roma, Reggio Calabria, Vibo Valentia. Partecipò, su invito, alle rassegne più qualificate (Quadriennale di Roma, Maggio di Bari, Premio Marzotto, Agosto Vibonese, Olimpiadi dell’arte) e sue opere si conservano nella sede del Parlamento Italiano, in Musei, Pinacoteche e collezioni importanti. Numerosi critici hanno scritto sul suo lavoro; tra questi: Apuleo, Baldini, Bellezza, Bellonzi, Budigna, Ciarletta, Civello, De Grada, De Libero, Giannattasio, Guzzi, Levi (questa Calabria dal di dentro: questa Calabria che porti in te…), Lucchese, Maffia, Mariani, Morosini, Sciortino, Selvaggi, Solmi, Venturoli e alcuni registi (Aglauco Casadio, Raffaele Mazzarelli, Alfio Borghese, Mario Carbone) gli hanno dedicato documentari cinematografici e servizi televisivi. Enotrio ha illustrato vari libri e ha scritto un volume di poesie, Fatti figuri e cosi calabrisi, edizioni Carte Segrete. Oltre che pittore si è espresso anche come incisore (Carlo Levi, Enotrio, Grafica, Bologna, edizioni Bora, 1972), privilegiando sopratutto la tecnica della xilografia (Renato Nicolai, La xilografia di Enotrio, ed. Istituto Editoriale Europeo, 1983). Su Enotrio sono state pubblicate ben dodici monografie.

 


Enzo Le Pera

 

 

 

 

Bibliografia: Giannelli; Thieme/Becker; Pittori e pittura dell’Ottocento italiano, DeAgostini; La Pittura Napoletana dell’Ottocento, Pironti.