Alberto Pasin (Busseto 1826 - Cavoretto 1899)

 

 


Fin dal 1843 frequenta all'Accademia di Parma la classe di paesaggio; poi, insoddisfatto, decide di darsi alla grafica e passa alla sezione di disegno. Dopo aver partecipato come volontario alla I Guerra d'Indipendenza si dedica quindi con successo alla litografia. Nel 1851 desideroso di uscire dall'ambito locale emiliano, grazie alla protezione di Paolo Toschi, allora direttore dell'Accademia parmense e vecchio amico della famiglia Pasini, si reca a Parigi, fermandosi prima a Torino e a Ginevra. In Francia, sempre per tramite del Toschi, riesce a farsi conoscere e ad entrare come litografo nello studio Ciceri, uno dei più in voga ed attivi della capitale. Perfeziona così la sua arte d'incisore ed esordisce con una litografia al Salon del '53; grazie ai contatti con i maggiori pittori francesi del tempo si dedica nuovamente anche alla pittura ad olio. Passa quindi nello studio di T. Chassériau, che lo inizia all'orientalismo e gli cede il proprio posto al seguito della missione a Teheran del ministro Burrée. Il viaggio, iniziato nel 1855, costituisce una svolta nella vita artistica di Pasini: da allora infatti molte altre volte (1859/60 - 1867/68 - 1873 - 1876) ritorna in Oriente e dipinge principalmente soggetti esotici tratti dai viaggi. Espone ai Salon parigini e alle maggiori manifestazioni Nel 1870 ritorna a risiedere in Italia. Seguono anni intensissimi: risalgono a questo periodo i maggiori dipinti che ritraggono Costantinopoli e dal 1876 frequenti sono le vedute realizzate da Pasini nei suoi soggiorni veneziani. Il grande successo viene confermato nel 1876 quando a Parigi riceve la nomina a Ufficiale della Legione d'onore e la Medaglia d'oro del Salon. Attivissimo fino all'ultimo, nel '95 è nel Comitato di Patrocinio della Biennale, nel '96 espone ancora al Salon e nel '98 fa parte della Giuria dell'Esposizione Nazionale di Parigi. Nel 1909 la Biennale gli dedica un'esposizione personale postuma.
 

 

Sabina Sorrentino

 

 

 

tratto da Punti di Vista  per gentile concessione di: Edizioni della Laguna