Oddino Gagliardi "Tuciot" (Diano d’Alba 1930 – Torino 1991)

  

 

 

 

Oddino Gagliardi, Altare.

 

 

   Su d’un colle della bassa Langa, posto alla destra del Tanaro, dove le vigne del dolcetto regnano sovrane disegnando eleganti geometrie, sorge Diano; qui il giorno 8 dicembre del 1930 nacque Oddino Gagliardi, da Giovanni e da Agostina Cane, proprietari di una piccola azienda agricola.  Sino dai primi approcci scolastici egli, mostrò un’innata propensione al disegno che seppure tra tante incertezze, gli consentiva di dimensionare con una certa facilità gli oggetti del quotidiano. Quegli anni felici, furono però improvvisamente turbati dallo scoppio della seconda guerra mondiale che, anche su quelle colline sparse odi ed orrori. A guerra conclusa e quando tutto si fu placato, il giovane Oddino ripieno di fermenti e ricco d’ideali, si trasferì a Torino dove seguì un corso di studi superiore che gli permisero di trovare lavoro in qualità d’impiegato presso le Ferrovie dello Stato. Nel contempo, per la sua capacità disegnativa, fu accettato alla rigida scuola di Felice Casorati, all’epoca ambitissima da tutti coloro che si avvicinavano alla pittura. Di quel “Genio”, il pittore e Senatore del Regno Giacomo Grosso, aveva detto: “…Casorati a l’è n’artista, mi i son mach èn pitòr…”. Agli inizi degli anni cinquanta, divenne allievo di Raffaele Ponte Corvo, insegnante presso il Liceo Artistico “Vittorio Veneto” di Torino: abile disegnatore e sostenitore della pittura surrealista. Tra i due, s’instaurò un proficuo rapporto di lavoro e d’amicizia che non venne mai meno. Nel 1959, sposò Eugenia Chiesa, donna intelligente e comprensiva che sempre lo sostenne, aiutandolo a realizzare il suo progetto pittorico. A morte avvenuta, in ossequio all’amatissimo compagno Eugenia, si laureò in Storia dell’Arte presso l’Ateneo di Torino. La sua prima uscita  in “collettiva”, avvenne  a Pianezza, “Artisti per la fame nel mondo” dove ottenne il primo premio.

 

 

Oddino Gagliardi, Fruttiera in un amplesso musicale.

 

 

    Nel 1968, allestì la sua prima “personale” presso il Circolo Culturale G.B. Giuliani di Canelli, dividendo lo spazio espositivo con la pittrice italo-francese: Claudine Pouteau Morando. Si trattava di quindici opere divise tra paesaggi e nature morte, firmate Touciot: antico sopranome della sua famiglia. Il giornalista e critico d’arte: William Soncini scrisse: “…I colori di molti dei suoi quadri si possono paragonare a quelli delle vetrate delle cattedrali gotiche.”.  L’antico “Touciot” già due anni dopo quando Janus, lo presentò in catalogo nella “personale” alla Galleria Cassiopea di Torino era scomparso e le sue tele seppure timidamente, erano firmate: Gagliardi. Tutta una serie di opere titolate: Introspezioni musicali, Introspezioni verticali, Introspezioni orizzontali, che lo stimato Dott. Carluccio, definì: “…Molto interessanti”. Mentre Janus scrisse: “…C’è in quest’arte l’esigenza della meditazione, la necessità di allontanarsi dal rumoroso mondo circostante, è una pittura intrisa di candido orgoglio e di sereno silenzio”.

 

 

Oddino Gagliardi, Strumenti musicali.

 

 

   Il 1973, lo vede in “personale” presso la Galleria d’Arte Sant’Agostino di Torino. La presentazione a catalogo è di Albino Galvano che tra l’altro scrisse. “…La pittura di Oddino Gagliardi muove da una volontà di costruzione e di composizione alimentata e sofferta con ostinata, si sarebbe tentati di dire implacabile, coerenza di ricerca e di controllo. Gagliardi ama le forme salde nel loro statico comporsi nello spazio, gli oggetti dai profili certi, le strutture funzionali. (…) Pittura più forte che non gradevole quella di Gagliardi, ma non sarà certo il pittore a dolersene, ne la critica, e riteniamo, neppure il pubblico più avvertito, così spesso a torto considerato come una folla da guidare e da educare, ma in realtà assai più sensibile ai valori autentici, anche quando questi non si presentano agghindati e addolciti per piacergli”. Ma quali furono in sostanza i soggetti, oggetto delle sue tele? Al riguardo Augusto Minucci, su La Stampa di Torino del 9 gennaio 1974, così scrisse: “…Donne con i seni a piramide, strumenti musicali squadrati, vasi ridotti a parallelepipedi, persiane, leggii ed elementi architettonici, sono i motivi di cui si serve Oddino Gagliardi, per creare le sue composizioni che ammassa su piani inclinati. Una pittura costruita solidamente con un colore pacato, senza un tono altisonante come se tutto fosse immobile nel tempo e nello spazio; immerso in un silenzio rarefatto non privo di fascino.”. Nel 1979 è in “personale” alla galleria d’Arte “La Cittadella” di Torino, presentato in catalogo da Mabel Chiappo, che scrisse: “…Oddino Gagliardi trova ascendenze culturali nel linguaggio logico del cubismo analitico, da cui trae il rigore serrato ed austero del metodo affine al razionalismo della tradizione culturale francese di George Braque; è, altresì orientato oltre al cubismo, verso i canoni della proporzione, della simmetria in assoluta aderenza alla geometria euclidea. (…) Sull’educazione artistica di Oddino Gagliardi s’innesta la teorica lezione di Casorati, di cui, giovane, frequentò lo studio, ammirando la regola del “ordo mensura pondus”. Taluni interni paiono immersi in un’aulica metafisicità con l’inserimento di motivi architettonici dal neogoticismo sorprendente, che suggeriscono un’intenzione di novità e meraviglia, di spiritualità laica nei blu e nei viola di meditazione casoratiana.”.

 

 

Oddino Gagliardi, Volo di farfalla in un amplesso musicale.

 

 

Alla galleria sunnominata Gagliardi, ritornò nel 1984 presentato amorevolmente dalla moglie Eugenia Chiesa. Nel 1988 è in “personale” alla galleria d’arte Micrò di Torino, presentato da Angelo Mistrangelo ed alla stessa è stato ricordato nel 1992  con una “postuma” ad un anno dalla scomparsa. Rileggiamo quanto scrisse la moglie in quella occasione: “…Peculiarità artistiche e peculiarità umane, ho detto, perché Gagliardi  amò e praticò l’arte durante tutta la sua vita, ma fu anche un uomo infinitamente mite, buono e generoso”. Sulla Gazzetta delle Arti (mensile d’informazione artistica e culturale) di quel aprile, Vittorio Bottino scrisse: “…Sembrano monumenti  le opere di Oddino Gagliardi, con gli strumenti musicali ed altra oggettistica assemblati in un voluto disordine, mossi e collocati da un profondo processo mentale. “Cattedrali” che risuonano di accesi colori, di ritmi, di intuizioni, mai “nature morte”, bensì una nuova vitalità rivisitata di “personaggi” carichi di sintassi geometriche. (…) Una rassegna davvero suggestiva (e lo diciamo senza il peso retorico della rispettosa conoscenza avuta col pittore), che merita attenzione e colloquio. Peccato che non vi sia più lui, Oddino, a “spiegare” i dipinti, con il pudore dell’uomo e la passione dell’artista.”. Socio del “Dopolavoro Ferroviario” di Torino, della “Società Promotrice Delle Belle Arti” e socio fondatore del “Piemonte Artistico Culturale”, Oddino, allestì nove “personali” e partecipò ad un numero imprecisato di collettive ed estemporanee, ottenendo ovunque premi e riconoscimenti. La sua fu una pittura d’ispirazione cubo-fututrista, con accenni surrealisti, ma la lezione casoratiana, radicata in lui, non venne mai meno estrinsecandosi in special modo nelle nature morte. La morte è sopraggiunta prematuramente, il 22 luglio 1991, ma a testimoniare la sua fede nei valori dell’arte, rimarranno perenni le sue opere.   

 

 

Flavio Bonardo  (sabrotu@yahoo.it)   

 

 

 

 

BIBLIOGRAFIA:

 

Notizie comunicate dalla vedova dell’artista Eugenia Chiesa.

Società Promotrice di Belle Arti di Canelli – Circolo Culturale G.B. Giuliani – Canelli 1968.

Janus - Galleria Cassiopea – Torino, marzo 1970.    

Albino Galvano – Galleria D’Arte Sant’Agostino – Torino, dicembre 1973.

Mabel Chiappo – Galleria D’Arte La cittadella – Torino, gen/feb. 1979.

Eugenia Chiesa – Galleria D’Arte La Cittadella – Torino feb/mar. 1984.

Angelo Mistrangelo – Micrò Galleria D’Arte Torino, maggio 1988.

Eugenia Chiesa – Micrò Galleria D’Arte Torino, (postuma) mar/apr. 1992.

Vittorio Bottino – La Gazzetta delle Arti – (La musica di Oddino Gagliardi) – Torino, aprile 1992.